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PROTESTE DI AVVOCATI E GIUDICI CONTRO I VERTICI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI ROMANI PER NON AVER TENUTO CONTO DELLE ESIGENZE DELLA GIUSTIZIA DEL LAVORO NELLE PROPOSTE IN MATERIA DI ORGANICI - In un'assemblea tenuta a Roma il 7 luglio 1999.

L'assemblea indetta a Roma il 7 luglio scorso da varie associazioni di avvocati del lavoro ha approvato una mozione nella quale si accusano i vertici degli uffici giudiziari romani - Presidente del Tribunale e Presidente della Corte di Appello - di aver operato una grave discriminazione in danno della giustizia del lavoro nella predisposizione degli organici dei magistrati.

All'iniziativa hanno aderito i magistrati della Sezione Lavoro del Tribunale di Roma. Nella relazione introduttiva il segretario dell'Associazione Avvocati del Lavoro, avv. Domenico d'Amati, ha fatto presente che mentre in altri grandi centri italiani come Milano, Torino, Genova, Bologna, i tempi stabiliti dal legislatore per le cause di lavoro vengono sostanzialmente rispettati, nella Capitale si è arrivati a fissare le udienze di prima comparizione fino a 60 mesi (5 anni) anziché a 60 giorni, come previsto dalla legge ed a disporre rinvii anche di anno in anno.

Il dott. Giovanni Cannella, magistrato della Sezione Lavoro, ha affermato che l'arretrato romano di circa 100.000 cause di lavoro potrebbe essere fortemente ridotto destinando alla sezione lavoro una parte dei magistrati resi disponibili dalle recenti riforme processuali che hanno tra l'alto introdotto i Giudici Onorari Aggiunti - GOA- ed i Giudici di Pace.

E' stata data notizia di una lettera del Presidente della III Sezione di appello del Tribunale, dott. Gaetanino Zecca, che ha segnalato l'assoluta insufficienza degli organici previsti per la Corte d'Appello.

All'assemblea sono intervenuti numerosi rappresentati di forze politiche e sindacali, tra cui l'on. Carlo Leoni, responsabile nazionale Giustizia dei D.S., l'on. Franco Coccia, coordinatore per la regione Lazio dei legali CGIL, Stefano Bianchi, segretario regionale CGIL a nome anche di CISL e UIL.

Il presidente della VII Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, dott. Fabio Massimo Gallo, ha assicurato un'adeguata considerazione delle esigenze di aumento dell'organico nel settore della Giustizia del Lavoro.

Nel documento finale l'assemblea ha invitato il Consiglio Superiore della Magistratura a disattendere le indicazioni dei vertici degli uffici giudiziari romani ed a disporre un riassetto organizzativo che utilizzi le risorse disponibili. I1 Ministro Guardasigilli è stato sollecitato a dare concreto seguito alle ripetute promesse di ampliamento degli organici.

L'assemblea ha inoltre chiesto alla Commissione Europea l'apertura nei confronti dello Stato Italiano di una procedura di infrazione davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione, in base al trattato di Maastricht, per violazione del diritto dei cittadini romani di avere giustizia in tempi ragionevoli.

Infine l'assemblea ha deliberato di costituirsi in comitato permanente di protesta per l'attuazione delle iniziative necessarie in ogni sede competente allo scopo di eliminare le disfunzioni della giustizia del lavoro nella capitale.

Del comitato fanno parte: Associazione Avvocati del Lavoro, Coordinamento Legali CGIL ROMA-LAZIO, I.D.F., FAILEA-FALCEV, CUB-FLMU, Legali UIL, Gruppo Giustizia del P.R.C.

Pubblichiamo nella sezione Documenti la mozione approvata dall'assemblea e i documenti di adesione dei magistrati della Sezione Lavoro.


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