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IL CONVINCIMENTO DEL GIUDICE PUO' FONDARSI ANCHE SU UNA PRESUNZIONE PURCHE' GRAVE E PRECISA - Conseguenza ragionevolmente possibile (Cassazione Sezione Lavoro n. 13373 del 26 maggio 2017, Pres. Nobile, Rel. Garri).

Il convincimento del giudice può fondarsi anche su una sola presunzione, purché grave e precisa, nonché su una presunzione che sia in contrasto con altre prove acquisite, qualora la stessa sia ritenuta di tale precisione e gravità da rendere inattendibili gli elementi di giudizio ad essa contrari e che non occorre che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale ma è sufficiente che il fatto da provare sia desumibile dal fatto noto come conseguenza ragionevolmente possibile, secondo un criterio di normalità - cioè che il rapporto di dipendenza logica tra il fatto noto e quello ignoto sia accertato alla stregua di canoni di probabilità, con riferimento ad una connessione possibile e verosimile di accadimenti, la cui sequenza e ricorrenza possano verificarsi secondo regole di esperienza.


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