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IL GIUDICE PUO' UTILIZZARE LE RISULTANZE ISTRUTTORIE COMUNQUE ACQUISITE - In base al principio del giusto processo (Cassazione Sezione Lavoro n. 13578 del 4 luglio 2016, Pres. Napoletano, Rel. De Gregorio).

Il principio generale di riparto dell'onere probatorio di cui all'art. 2697 cod. civ. deve essere contemperato con il principio di acquisizione, desumibile da alcune disposizioni del codice di rito - quale ad esempio l'art. 245, comma secondo, c.p.c. - ed avente fondamento nella costituzionalizzazione del principio del giusto processo, in base al quale le risultanze istruttorie, comunque acquisite al processo, e quale che sia la parte ad iniziativa o ad istanza della quale si siano formate, concorrono tutte alla formazione del convincimento del giudice. Ne deriva che la soccombenza dell'attore consegue alla inottemperanza dell'onere probatorio a suo carico soltanto nell'ipotesi in cui le risultanze istruttorie, comunque acquisite al processo, non siano sufficienti per provare i fatti che costituiscono il fondamento del diritto che si intende far valere in giudizio.
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