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RELAZIONE DEL PRIMO PRESIDENTE SULL'ATTIVITA' DELLA CASSAZIONE CIVILE NEL 2015 - Carenze di organico.

Roma, 9 febbraio 2016 - La Relazione del Primo Presidente della Suprema Corte, Giovanni Canzio, sull'amministrazione della Giustizia nel 2015 contiene, tra l'altro, i dati statistici relativi all'attività del settore civile che di seguito riportiamo:

"Nel 2015 risultano sopravvenuti 29.966 procedimenti civili (con una diminuzione dell'1,1% rispetto all'anno precedente, quando i nuovi ricorsi erano stati 30.303). Il 58,9% dei procedimenti sopravvenuti fa carico alla Sezione tributaria (38,5%, in aumento rispetto al 35,5% dell'anno precedente) e alla Sezione Lavoro (20,2%, in diminuzione rispetto al 23,3% dell'anno precedente). Alle altre tre Sezioni civili ordinarie fa, dunque, carico il rimanente 41,3%. I procedimenti civili definiti con la pubblicazione del provvedimento nel 2015 sono risultati 26.199, con una diminuzione del 7,1% rispetto al 2014 (quando era stati 28.197). In tutte le Sezioni ordinarie il numero di definizioni ha avuto un calo, salvo che per la Sezione Lavoro, in cui si è riscontrato un incremento del 21,9%. Ove il confronto avvenga tra le cinque Sezioni ordinarie e la Sesta Sezione civile, distinguendo pertanto i dati sulla base non della materia dei ricorsi ma del rito adottato, emerge che le prime (comprese le Sezioni Unite) hanno definito il 66% dei ricorsi, mentre la Sesta ha definito il rimanente 34%4. Quanto ai tempi di definizione, deve rilevarsi che nel 2015 il 20,6% del totale dei procedimenti definiti con la pubblicazione del provvedimento fu iscritto nel 2013, il 16,7% nel 2014 e lo 0,7% nel 2015. Ne deriva che il rimanente 62% era stato iscritto negli anni precedenti e, pertanto, aveva una anzianità di iscrizione superiore ai tre anni. La definizione dei procedimenti è avvenuta mediamente in tre anni e otto mesi (44,4 mesi), tempo ben superiore a quello ritenuto necessario dalla Corte di Strasburgo per il rispetto del principio di ragionevole durata dei procedimenti. Al riguardo non può non rilevarsi quanto già evidenziato in altre occasioni, e cioè che i tempi statistici di definizione delle cause si allungano quanto più sono risalenti le iscrizioni a ruolo; pertanto, quanto più si aggredisce l'arretrato, tanto più si allunga la durata media dei procedimenti.

"Nel 2015 il numero medio dei consiglieri impegnati nelle udienze civili si è ridotto a 126 da 131 del 2014 (-3,82%), con una riduzione del numero complessivo delle udienze a 972, in diminuzione rispetto al 2014 quando furono 1.062 (-8,47%). provvedimenti emessi in udienza da ciascun consigliere si sono ridotti a 215,7, rispetto a 228,6 del 2014 (-5,6%). Il dato rileva non tanto ai fini della produttività dei consiglieri della Corte - che è tra le più alte in Europa - quanto ai fini dell'insufficienza delle risorse umane e della fissazione e trattazione di un congruo numero di udienze e di procedimenti. La pendenza generale del settore civile, al 31 dicembre 2015, ammonta a 104.561, con un aumento del 3,8% rispetto al 31 dicembre 2014, quando i procedimenti pendenti risultavano essere 100.771. La lettura di questo dato deve tener conto, tuttavia, dei tempi di pubblicazione delle sentenze civili, che vanno allungandosi in ragione delle carenze di organico delle cancellerie sezionali."


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