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IL GIUDICE PUO' FONDARE LA SUA DECISIONE SULLE DICHIARAZIONI RESE DALLE PARTI NELL'INTERROGATORIO LIBERO - Atto istruttorio obbligatorio (Cassazione Sezione Lavoro n. 21079 del 7 ottobre 2014, Pres. Stile, Rel. Doronzo).

In tema di prova, spetta in via esclusiva al giudice di  merito il compito di individuare le fonti del proprio convincimento, di assumere e valutare le prove, di controllarne l'attendibilità e la concludenza, di scegliere, tra le complessive risultanze del processo, quelle ritenute maggiormente idonee a dimostrare la veridicità dei fatti ad esse sottesi, assegnando prevalenza all'uno o all'altro dei mezzi di prova acquisiti. Egli ha la facoltà di escludere anche attraverso un giudizio implicito la rilevanza di una prova, dovendosi ritenere, a tal proposito, che non sia tenuto ad esplicitare, per ogni mezzo istruttorio le ragioni per cui lo ritenga irrilevante ovvero ad enunciare specificamente che la controversia può essere decisa senza necessità di ulteriori acquisizioni. E'altresì principio pacifico che le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio libero sono soggette nella loro totalità al libero apprezzamento del giudice, che, specialmente nelle controversie di lavoro (nelle quali l'interrogatorio libero è previsto come un atto istruttorio obbligatorio per il giudice di primo grado), ben può fondare la propria decisione anche solo su tali dichiarazioni.


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