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L'ESERCIZIO DA PARTE DEL LAVORATORE DEL DIRITTO DI CRITICA NEI CONFRONTI DEL DATORE DI LAVORO INCONTRA I LIMITI DELLA CORRETTEZZA FORMALE - In base agli artt. 2 e 21 della Costituzione (Cassazione Sezione Lavoro n. 1471 del 22 gennaio 2013, Pres. De Renzis, Rel. Blasutto).

L'esercizio, da parte del lavoratore, del diritto di critica nei confronti del datore di lavoro, garantito dagli artt. 21 e 39 Cost., incontra i limiti della correttezza formale, imposti dall'esigenza, anch'essa costituzionalmente assicurata (art. 2 Cost.), di tutela della persona umana. Ne consegue che, ove tali limiti siano superati con riferimenti denigratori non provati, il comportamento del lavoratore può essere legittimamente sanzionato in via disciplinare.


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