Home arrow Attualitą, opinioni e commenti arrow Innovazioni organizzative per far funzionare il sistema giud...
Restringi Allarga Aumenta carattere Diminuisci carattere Caratteri normali
Pubblicato in : Attualitą, opinioni e commenti Stampa E-mail

INNOVAZIONI ORGANIZZATIVE PER FAR FUNZIONARE IL SISTEMA GIUDIZIARIO - Nella generale crisi della giustizia, si verificano anche alcune eccellenze - Le relazioni del Primo Presidente e del Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Roma, 29 gennaio 2013 - "La crisi della giustizia non è distribuita in maniera omogenea nel territorio nazionale, nel quale sono presenti anche alcune eccellenze". Lo ha detto il Procuratore Generale della Suprema Corte Gianfranco Ciani nel suo intervento durante l'assemblea generale per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Egli ha aggiunto che "sul tema sarebbe necessario uno studio approfondito, più di quanto sia stato fatto finora". In effetti la situazione non è cambiata rispetto a quella denunciata tre anni fa nella relazione del Primo Presidente della Cassazione Carbone per il 2009.

In quell'occasione fu rilevato che la durata dei processi non è uniforme nelle varie aree del Paese, onde "l'uguaglianza dei cittadini è violata in funzione del luogo in cui si invoca la tutela". La relazione del 2009 recava tabelle dalle quali era agevole constatare che mentre a Napoli e a Bari i tempi della giustizia sono in effetti africani, a Torino e a Trento la durata dei processi rientra nella media dei Paesi OCSE.

Analoghi rilievi non sono stati svolti nella relazione presentata quest'anno dal Primo Presidente della Cassazione Ernesto Lupo, il quale però si è soffermato sui potenziali effetti positivi di alcune misure organizzative: la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, l'avvio del funzionamento della scuola superiore della magistratura, le innovazioni tecnologiche con particolare riferimento al processo civile telematico, la costituzione del cosiddetto "ufficio del processo", il progetto per la "diffusione di buone pratiche negli uffici giudiziari". Dalla relazione per il 2012 del Primo Presidente emerge che 108 uffici giudiziari hanno già aderito e 84 hanno chiesto di aderire a tale progetto elaborato nell'ambito della programmazione del fondo sociale europeo 2007-2013 e diretto a favorire la diffusione sul territorio nazionale dell'esperienza di innovazione organizzativa e di miglioramento della qualità dei servizi realizzati dalla Procura di Bolzano.  Le finalità e gli obbiettivi del progetto sono quelli di aumentare la qualità dei servizi della giustizia civile e penale; di ridurre i costi di funzionamento dell'organizzazione giudiziaria; di aumentare la capacità di informazione e comunicazione; di aumentare la responsabilità sociale degli uffici giudiziari sui risultati e sull'uso delle risorse pubbliche. Tali finalità dovranno essere raggiunte attraverso l'analisi e la riorganizzazione degli uffici; la valutazione dei livelli di tecnologia esistenti per l'implementazione di meccanismi di gestione elettronica di richieste dell'utenza; l'introduzione della Carta dei servizi; la redazione del Bilancio sociale; la certificazione di qualità ISO 9000; l'uso efficace dei siti web anche per erogare servizi online. Lo stato di attuazione dei progetti effettivamente adottati - ha affermato il Presidente - sembra soddisfacente. Il Consiglio superiore della magistratura, con delibera 16 marzo 2011 ha istituito nell'ambito del proprio sito una banca dati nazionale delle buone prassi. Tre corti d'appello (Genova, Lecce e Milano), due procure generali (Bologna e Genova), dieci tribunali (Bari, Brescia, Ferrara, Lecco, Milano, Monza, Ravenna, Rovereto, Taranto e Trieste), otto procure della Repubblica (Avezzano, Lecco, Milano, Monza, Ravenna, Rovereto, Trieste, Trento), un tribunale per i minorenni (Bari), due giudici di pace (Taranto e Trieste) hanno pubblicato bilanci sociali contenenti il rendiconto della gestione economico-sociale dei servizi, delle risorse impiegate e dell'efficacia dell'azione svolta. Due procure generali (Bologna e Genova), due corti d'appello (Genova e Lecce), nove tribunali (Bari, Bolzano, Ferrara, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rovereto, Taranto e Trieste), sei procure della Repubblica (Avezzano, Ravenna, Rovereto, Teramo, Trento e Trieste), due tribunali per i minorenni (Bari e Salerno), due giudici di pace (Taranto e Trieste) hanno pubblicato carte dei servizi contenti informazioni agli utenti sui servizi offerti, sulle modalità di erogazione e sugli standard di qualità previsti. Le procure della Repubblica di Avezzano e di Trento hanno ottenuto la certificazione di qualità.

Particolare attenzione  è stata riservata nella relazione del Primo Presidente Lupo al c.d. "ufficio del processo", che viene definito un modello organizzativo di innovazione del lavoro giudiziario ispirato ad una totale revisione dei processi organizzativi e relazionali tra tutti gli operatori del settore, orientato alla creazione di una o più figure qualificate di assistente del giudice che possano coadiuvarlo nei processi di semplificazione e razionalizzazione delle attività, con compiti anche di ricerca e studio. I tribunali nei quali la sperimentazione, basata sul ricorso al meccanismo degli stages, è in corso da qualche anno - ha affermato il Presidente - registrano importantissimi risultati in termini di maggiore qualità ed efficienza nella gestione dell'udienza e della complessiva attività del giudice, di riduzione del carico del singolo giudice, di coordinamento con il lavoro delle cancellerie. Dati di monitoraggio effettuati presso i Tribunali di Firenze e Milano hanno confermato una incidenza nella definizione dei procedimenti di almeno il 15% annuo. Le prime positive sperimentazioni dell'Ufficio del processo - si legge nella relazione del Presidente - hanno ottenuto un decisivo riconoscimento normativo con l'art. 37 della legge n. 111/2011, che, ai commi 4 e 5, prevede la possibilità per i capi degli uffici giudiziari di stipulare convenzioni con le facoltà universitarie di giurisprudenza, con le scuole di specializzazione e con i consigli dell'Ordine degli avvocati, per lo svolgimento di parte delle attività formative presso gli uffici giudiziari, con un'ampia possibilità di affiancamento ai magistrati di specializzandi, dottorandi e praticanti avvocati con compito di collaborazione e di studio.


Visite: 5736 | Nessun commento | Preferiti (0)




Aggiungi il tuo commento
Solo gli utenti registrati possono commentare un'articolo.

Nessun commento inserito per questo articolo

 
< Precedente   Successivo >

Area utenti






Password dimenticata?

Ricerca