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Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

E' LECITO L'IMPIEGO DI INVESTIGATORI PRIVATI PER L'ACCERTAMENTO DI APPROPRIAZIONI DA PARTE DI UN CASSIERE - Non si applicano i divieti previsti dallo Statuto dei Lavoratori (Cassazione Sezione Lavoro n. 20613 del 27 novembre 2012, Pres. Lamorgese, Rel. Berrino).

Le norme di cui agli artt. 2 e 3 della legge 20 maggio 1970 n. 300, che garantiscono la libertà e la dignità del lavoratore, non escludono il potere dell'imprenditore di controllare, direttamente o mediante la propria organizzazione - adibendo, quindi, a mansioni di vigilanza determinate categorie di prestatori d'opera, anche se privi di licenza prefettizia di guardia giurata, ai fini della tutela del proprio patrimonio mobiliare ed immobiliare, all'interno dell'azienda (indifferentemente, in ambiti chiusi o in aree all'aperto) - non già l'uso, da parte dei dipendenti, della diligenza richiesta nell'adempimento delle obbligazioni contrattuali, bensì il corretto adempimento delle prestazioni lavorative al fine di accertare mancanze specifiche dei dipendenti già commesse o in corso di esecuzione. Ciò senza che tale potere subisca deroghe in relazione alla normativa  in materia di pubblica sicurezza ed indipendentemente dalla modalità di controllo, che può legittimamente avvenire anche occultamente, non ostandovi né il principio di correttezza e buona fede nell'esecuzione dei rapporti, né il divieto di cui all'art. 4 della citata legge n. 300 del 1970, che riguarda esclusivamente l'uso di apparecchiature per il controllo a distanza e non è applicabile analogicamente, siccome penalmente sanzionato. In particolare non può contestarsi la legittimità dei controlli posti in essere da dipendenti di un'agenzia investigativa i quali, operando come normali clienti di un esercizio commerciale e limitandosi a presentare alla cassa la merce acquistata e a pagare il relativo prezzo, verifichino la mancata registrazione della vendita e l'appropriazione della somma incassata da parte dell'addetto alla cassa.


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