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LA MANCATA CONSIDERAZIONE DELLE DICHIARAZIONI RESE IN SEDE DI INTERROGATORIO LIBERO NON COSTITUISCE VIZIO DI MOTIVAZIONE - Potere discrezionale del giudice (Cassazione Sezione Lavoro n. 8096 del 23 maggio 2012, Pres. Roselli, Rel. Tricomi).

Le dichiarazioni rese in sede d'interrogatorio libero o non formale, che è istituto finalizzato alla chiarificazione delle allegazioni delle parti e dotato di funzione probatoria a carattere meramente sussidiario, non possono avere valore di confessione giudiziale ai sensi dell'art. 229 cod. proc. civ., ma possono solo fornire al giudice elementi sussidiari di convincimento utilizzabili ai fini del riscontro e della valutazione delle prove già acquisite; ne consegue che rientra nel potere discrezionale del giudice di merito la scelta relativa alla concreta utilizzazione di tale strumento processuale, non suscettibile di sindacato in sede di legittimità, e che la mancata considerazione delle sue risultanze, da parte del giudice, non integra il vizio di omesso esame di un punto decisivo della controversia.


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