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LA DIFESA DI MICHELE SANTORO DAVANTI ALLA SUPREMA CORTE - Il contratto e la legge.

 

All'udienza dell'8 giugno 2011 la Suprema Corte (Sezione Lavoro, Pres. De Luca, Rel. Bandini) ha preso atto della rinuncia da parte della Rai al ricorso proposto contro la decisione della Corte d'Appello di Roma (Pres. Cambria, Rel. Casablanca) che ha confermato la reintegra del giornalista nelle sue mansioni disposta dal Tribunale di Roma con sentenza in data 26.1-15.2.2005 (Est. Billi), preceduta da ordinanza ex art. 700 c.p.c. in data 9.12.2002 (Est. Pagliarini), confermata in sede di reclamo con decisione del 20.3.2003 (Pres. Cortesani, Rel. Blasutto).

La decisione dei giudici di merito deve pertanto ritenersi passata in giudicato. Restano salvi i principi affermati: in primo luogo che un  editore, seppur grande e potente, non può sottrarsi agli obblighi assunti per contratto e all'applicazione dell'art. 2103 cod. civ. e deve rispettare la professionalità del giornalista.

Pubblichiamo il testo integrale della memoria difensiva ex art. 378 c.p.c., depositata in Cassazione per il giornalista.

icon Santoro / Rai - Memoria Cassazione  

 


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