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LA CONCESSIONE DEI BENEFICI PER L'ASSUNZIONE DI LAVORATORI IN MOBILITA' PRESUPPONE L'ESISTENZA DI EFFETTIVE RAGIONI ORGANIZZATIVE - In base all'art. 8 della legge n. 223/91 (Cassazione Sezione Lavoro n. 22864 del 10 novembre 2010, Pres. Miani Canevari, Rel. Bandini).

L'art. 8 della legge n. 223/91 prevede che al datore di lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a tempo pieno ed indeterminato i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, è concesso uno specifico beneficio, e cioè un contributo mensile pari al cinquanta per cento dell'indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta ai lavoratori (a seconda delle diverse previsioni per un numero di mesi non superiore a dodici ovvero a ventiquattro ovvero a trentasei). Allo scopo di evitare condotte fraudolente, funzionalizzate unicamente all'ottenimento di contributi pur in assenza di condizioni economiche e di mercato capaci di giustificarli, il legislatore, con l'art. 2 d.l. n. 229/94 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 451/94) ha introdotto nel predetto art. 8 il comma 4 bis, in base al quale "Il diritto ai benefici economici di cui ai commi precedenti è escluso con riferimento a quei lavoratori che siano stati collocati in mobilità, nei mesi precedenti, da parte di impresa dello stesso o di diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa che assume ovvero risulta con quest'ultima in rapporto di collegamento o controllo. L'impresa che assume dichiara, sotto la propria responsabilità, all'atto della richiesta di avviamento, che non ricorrono le menzionate condizioni ostative".

Il riconoscimento dei benefici contributivi previsti dall'art. 8, commi secondo e quarto, della legge n. 223/91 presuppone pertanto che venga accertato che la situazione di esubero del personale posto in mobilità sia effettivamente sussistente e che l'assunzione a tempo pieno ed indeterminato di detto personale da parte di una nuova impresa risponda a reali esigenze economiche e non concretizzi invece condotte elusive degli scopi legislativi, finalizzate al solo godimento degli incentivi, mediante fittizie e preordinate interruzioni dei rapporti lavorativi.


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