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LIMITAZIONE, MEDIANTE CONTRATTO COLLETTIVO, DEI POTERI AZIENDALI DI TRASFERIMENTO DEI LAVORATORI - (Cassazione Sezione Lavoro n. 5151 del 26 maggio 1999, Pres. De Tommaso, Rel. Cuoco).

L’imprenditore può, con contratto collettivo, limitare l’esercizio dei suoi poteri. Pertanto è legittimamente configurabile l’ipotesi di una limitazione, per accordo aziendale, del potere di trasferimento dei dipendenti. In base all’art. 2103 cod. civ. pur essendo necessaria, per il trasferimento del lavoratore l’obiettiva e provata esistenza di ragioni tecniche, organizzative e produttive, la valutazione di queste ragioni è fondamentale potere del datore di lavoro, che investe la struttura e la funzionalità della sua azienda nella sua globalità. A questo potere il datore di lavoro può anche rinunciare, consentendo una preventiva valutazione contrattuale delle indicate ragioni aziendali; tuttavia occorre una rigorosa prova della rinuncia, il cui accertamento, derivando dall’interpretazione del contratto collettivo, è funzione del giudice di merito.


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