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IL SIGNIFICATO DEL MESSAGGIO PRESIDENZIALE: POTENZIARE LA GIUSTIZIA DEL LAVORO - La scelta dell'arbitrato non deve essere obbligata.

Roma, 13 aprile 2010 - I principi fondamentali richiamati nel messaggio presidenziale che accompagna il rinvio alla Camere della nuova legge sulle controversie di lavoro sono la necessità di assicurare un'adeguata tutela al contraente debole, la statualità ed esclusività della giurisdizione, il diritto di tutti i cittadini di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti.

Questa legge è infatti un prodotto della sempre più marcata tendenza, nel nostro Paese, a sostituire il rapporto di forza al rispetto delle regole. Essa segna una netta inversione rispetto alla cultura che nel 1970 introdusse nelle aziende, con lo Statuto dei Lavoratori, i principi della Costituzione e nel 1973 varò, con la nuova legge sul processo del lavoro, un modello moderno ed efficace di intervento giudiziario per la tutela dei diritti dei lavoratori.

Oggi il ricorso all'arbitrato viene giustificato con la lentezza della giustizia ordinaria. Le cause di lavoro, si dice, anziché durare quattro mesi, come è previsto dalla legge del 1973, si protraggono per anni e anni, con grave disagio per gli utenti. Da questa constatazione si trae la conseguenza che lo strumento giudiziario non è adeguato alle esigenze della collettività e che pertanto deve essere sostituito da procedure alternative, che certamente offrono minori garanzie al lavoratore, contraente debole.

L'ampliamento della possibilità di ricorso all'arbitrato costituisce inoltre un alibi per il mancato adeguamento delle strutture necessarie a far funzionare, davanti al giudice ordinario, il processo del lavoro. Questo ragionamento dimostra che, anche se si eliminerà la possibilità di inserire la clausola compromissoria nella lettera di assunzione, l'eventuale scelta dell'arbitrato, da parte del lavoratore, non potrà ritenersi libera. Egli infatti sarà indotto a scegliere la Giustizia arbitrale perché quella dello Stato non funziona. Dunque, perché il ricorso all'arbitrato possa essere frutto di libera scelta, occorrerà migliorare il funzionamento della Giustizia statuale.

Questo è il significato del messaggio presidenziale. Esso costituisce il primo passo verso il potenziamento della cultura dello stato di diritto nell'ambito del rapporto di lavoro, che interessa la stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

Il Parlamento non dovrà perciò limitarsi a modificare le modalità di ricorso alla giustizia arbitrale. Esso dovrà cogliere l'occasione per potenziare le strutture necessarie al funzionamento del processo del lavoro davanti alla magistratura ordinaria ed assicurare il rispetto dei tempi previsti dal legislatore.

Ciò è possibile, com'è dimostrato da quanto avviene in alcuni centri giudiziari, come Torino e Trento. In queste ed altre città le cause di lavoro si definiscono in pochi mesi, perché gli uffici sono normalmente dotati di personale e di strutture organizzative.

Nulla impedisce di ottenere gli stessi risultati anche in altri centri dove i tempi si sono allungati al di là dei limiti della decenza. Questa è un'occasione per ottenere che i mezzi dell'amministrazione della giustizia siano adeguati alle esigenze dei cittadini.


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I commenti degli utenti:  

Scritto da: lillo russotto il 14-04-2010 11:24

Scritto da: lillo russotto il 14-04-2010 11:24

Peccato però, che il Presidente non si sia pronunciato su altre norme, altrettanto pregiudizievoli per il lavoratore, mi riferisco all'art. 34 che pone un limite al risarcimento danni nel caso di conversione del contratto a termine. 
Anche in questo caso l'inadeguatezza della giustizia, e la eccessiva durata dei processi, graverebbe sul contraente debole, ossia il lavoratore, il quale non si vedrebbe riconosciuto il giusto risarcimento.- 
Pertanto, credo che la ratio del rinvio del Presidente sia da ricercare altrove, tranne che non si sia trattato di una svista, il che mi pare difficile.-

 

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Scritto da: paolo salvini il 22-04-2010 09:09

Scritto da: paolo salvini il 22-04-2010 09:09

Concordo pienamente con il messaggio presidenziale, dobbiamo impegnarci a rafforzare le magistrature del lavoro e non sostituirle con gli arbitrati che a mio giudizio non garantiscono per svariati motivi la tutela dei diritti del lavoratore (parte debole).

 

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