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IL GIUDICE PUO' FONDARE LA SUA DECISIONE ANCHE SU UNA CONSULENZA TECNICA STRAGIUDIZIALE - Con adeguata motivazione (Cassazione Sezione Lavoro n. 14842 del 24 giugno 2009, Pres. Roselli, Rel. Lamorgese).

Il giudice può fondare la propria decisione anche su una consulenza tecnica stragiudiziale, integrante al pari della consulenza di parte una semplice allegazione difensiva, ben potendo il giudice trarre da essa utili elementi per il principio della libera formazione del proprio convincimento, purché fornisca adeguata motivazione di tale sua valutazione. Con riferimento a fattispecie in cui nel corso del giudizio si erano susseguite due consulenze di ufficio con conclusioni contrastanti, si è affermato l'obbligo del giudice del merito, il quale abbia prestato adesione al parere fornito nell'ultima consulenza, di giustificare le ragioni di tale preferenza a meno che il parere cui sia stata prestata adesione fornisca gli elementi che consentano, su un piano positivo, di delineare il percorso logico seguito e, su piano negativo, di escludere la rilevanza di elementi di segno contrario, siano essi esposti nella seconda relazione o deducibili aliunde, diversamente sussistendo il vizio di motivazione del giudice. A maggior ragione si deve ritenere l'obbligo per il giudice di esplicitare le ragioni della preferenza accordata al diverso parere del consulente tecnico di parte, per il quale l'esigenza della verifica di attendibilità è maggiore, dato che non è un ausiliare del giudice.


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