Home arrow Giudici, avvocati e processi arrow L'ammissione d'ufficio dei mezzi di prova nel processo del l...
Restringi Allarga Aumenta carattere Diminuisci carattere Caratteri normali
Pubblicato in : Giudici avvocati e processi Stampa E-mail

L'AMMISSIONE D'UFFICIO DEI MEZZI DI PROVA NEL PROCESSO DEL LAVORO NON HA CARATTERE DISCREZIONALE - Costituisce un potere-dovere (Cassazione Sezione Lavoro n. 5081 del 3 marzo 2009, Pres. Ianniruberto, Rel. Napoletano).

In base all'art. 421 cod. proc. civ. nelle cause di lavoro il giudice può disporre d'ufficio in qualsiasi momento l'ammissione di ogni mezzo di prova. Analoga disposizione è recata, per il giudizio di appello, dall'art. 437 cod. proc. civ.. Nel rito del lavoro l'uso di questa facoltà da parte del giudice non ha carattere discrezionale, ma costituisce un potere-dovere del cui esercizio o mancato esercizio il giudice è tenuto a dar conto; tuttavia, per idoneamente censurare in sede di ricorso per cassazione l'inesistenza o la lacunosità della motivazione sul punto della mancata attivazione di tali poteri, occorre dimostrare di averne sollecitato l'esercizio, in quanto diversamente si introdurrebbe per la prima volta in sede di legittimità un tema del contendere totalmente nuovo rispetto a quelli già dibattuti nelle precedenti fasi di merito.


Visite: 8448 | Preferiti (15)


 
< Precedente   Successivo >

Area utenti






Password dimenticata?

Ricerca