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TEMPI FRANCESI PER LA GIUSTIZIA IN PIEMONTE, AFRICANI NEL SUD - Differenze di funzionamento rilevate nella relazione annuale del presidente della Suprema Corte.

3 febbraio 2009 - Per la prima volta, nella relazione annuale sull'amministrazione della giustizia, si è dato atto della profonda differenza di funzionamento del servizio tra le diverse aree del paese, fenomeno ben noto agli utenti e sinora sistematicamente ignorato dai vertici del sistema giudiziario. Nella relazione del presidente Vincenzo Carbone sono dettagliatamente riportati i dati raccolti dalla Banca d'Italia sulla giustizia civile. Da essi risulta, tra l'altro, che una causa di lavoro dura in media 369 giorni nel Nord Ovest, 619 nel Nord Est, 591 nel Centro, 1031 nel Sud e nelle isole. Per le altre cause civili i tempi sono di 694 giorni nel Nord Ovest, 897 nel Nord Est, 960 nel Centro e 1209 nel Sud e nelle isole. Desolante è per noi la graduatoria della Banca Mondiale sull'efficienza della giustizia civile. L'Italia è al 156° posto su 181, mentre Germania e Francia sono rispettivamente al 9° e al 10°. Il nostro paese è preceduto da Angola, Gabon e Guinea, ma precede Gibuti, la Liberia e l'Afghanistan. Tuttavia da un raffronto dei dati sulla durata dei processi emerge che in Piemonte i tempi delle cause civili sono vicini a quelli francesi, mentre nel Sud sono di poco superiori a quelli dell'Angola. La relazione Carbone rileva che questa singolare diversità offre "spunti di riflessione", ma non cerca di stabilirne le cause, lasciandone ad altri il compito. L'iniziativa andrebbe assunta dai responsabili degli uffici, che dovrebbero organizzare momenti di confronto, con la partecipazione degli utenti del servizio, per individuare le ragioni di questa inaccettabile differenza ed eliminarla, portando le altre regioni al livello piemontese (anch'esso peraltro da migliorare per collocare l'Italia in una più decente posizione nella graduatoria della Banca Mondiale). (d'A)


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