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NON RIENTRA NELLA NORMALITA' PER UN PAESE CIVILE CHE I MAGISTRATI SENTANO LA NECESSITA' DI RIVOLGERSI ALL'ONU - Per segnalare una situazione di pericolo per la loro autonomia.

Non rientra certamente nella normalità, per un Paese civile, che un organismo rappresentativo dei suoi magistrati senta la necessità di segnalare all'ONU una situazione di pericolo per la funzione giudiziaria. Sbaglia chi si limita a classificare come esagerazione polemica e lesiva del prestigio nazionale la lettera inviata dall'Associazione Nazionale Magistrati a Leandro Despouy, relatore speciale per i diritti umani delle N.U. per denunciare la situazione di disagio determinatasi in Italia per i giudici in seguito all'orientamento restrittivo della loro autonomia manifestato dal Governo in carica.

Di fronte ad un'iniziativa di tale gravità, le valutazioni di opportunità e di bon ton devono cedere il passo a una seria analisi delle sue motivazioni nella sede più appropriata che è il Parlamento. I cittadini hanno il diritto di sapere se Palamara e Cascini, rispettivamente presidente e segretario generale dell'ANM, siano stati colpiti da un attacco di paranoia oppure abbiano ragione di preoccuparsi per le sorti dello stato di diritto.

La posta in gioco è troppo importante perché il dibattito resti nell'ambito dei talk show televisivi. Perché il confronto possa risultare fruttuoso, se non altro sul piano dell'informazione, è però necessario che l'Associazione Nazionale Magistrati lo prepari adeguatamente, mettendo da parte le lamentazioni generiche per approfondire in concreto i vari aspetti della crisi del sistema giudiziario e dei suoi rapporti con le altre istituzioni dello Stato. Per esempio, non basta dire che il Governo è inadempiente all'obbligo di adeguare i mezzi dell'amministrazione giudiziaria. Occorre analizzare le situazioni dei singoli uffici, cominciando dai più grandi, dove la macchina giudiziaria non funziona e accertare le ragioni della loro inefficienza, anche mediante opportuni raffronti con le sedi dove i tempi dei processi sono accettabili.

Un capitolo a parte merita la giustizia del lavoro, che interessa la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. In questo settore dell'amministrazione giudiziaria si stanno infittendo le iniziative legislative dirette a restringere l'autonomia dei giudici, fissando per loro parametri di riferimento estranei alla legge.


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