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INDICAZIONI PER LA REVISIONE DELLA LEGGE SULL'EDITORIA IN UN DOCUMENTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - Presentato a Palazzo Chigi il 7 aprile 1998. Pubblichiamo il testo integrale del documento della Presidenza del Consiglio contenente indicazioni per la revisione della legge sull’editoria. La sintesi del documento presentato il 7 aprile 1998 alle categorie è nella sezione Informazione e Comunicazione.

TAVOLO PER L 'EDITORIA SINTESI SCHEMATICA DEI PRINCIPALI PUNTI Dl CONVERGENZA

Il lavoro del Tavolo ha assunto a riferimento le proposte elaborate dal "Rapporto del Gruppo di Lavoro della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la riforma della legislazione dell'editoria", presentate pubblicamente in una apposita Conferenza nel giugno dello scorso anno. I lavori si sono articolati in sei sottogruppi, che si sono riuniti complessivamente una ventina di volte nell'arco di cinque mesi effettivi di lavoro (dallo scorso mese di settembre al mese di marzo di quest'anno con una interruzione nel periodo ottobre-novembre 1997). Si elencano i punti sui quali, a parere del Governo, si è registrata la sostanziale convergenza tra le parti. In riferimento a questi punti, il Governo, nella sua autonomia, svilupperà una propria iniziativa legislativa di revisione di alcuni istituti, ritenuti in parte superati, della legge 416 e successive modificazioni.

PRODOTTO EDITORIALE

 L'attuale definizione di prodotto editoriale, sottesa dalla normativa vigente, appare superata nei fatti e tale da costituire di per sé un ostacolo alla evoluzione del settore. Appare tuttavia opportuno rinunciare, almeno in questa fase, ad una definizione esplicita ed alternativa di prodotto editoriale valida in ogni circostanza e puntare, invece, a formulazioni connesse all'ambito normativo ed alle fattispecie che si intendono disciplinare. "Nell'ordine, i sottogruppi sono stati: per "la definizione del prodotto editoriale e del suo trattamento fiscale"; "gli assetti proprietari, antitrust, trasparenza"; "la distribuzione e i servizi postali"; "gli stati di crisi, la previdenza, la formazione degli operatori"; "i nuovi interventi per lo sviluppo"; "la promozione della lettura". Tali formulazioni debbono, comunque, superare il concetto tradizionale ed assecondare nella maniera più ampia e soddisfacente le trasformazioni tecnologiche in atto, favorendo l'emergere di una nozione più ampia che vada, in particolare, a comprendere i supporti diversi da quelli cartacei. Ciò non vuoi dire che debba cadere la distinzione tra prodotti editoriali come libri, periodici, giornali e prodotti discografici e cinematografici. Le nuove formulazioni di prodotto editoriale potranno infatti comprendere l'eventuale presenza in esso di suoni e immagini in movimento purché questa non abbia mai carattere di preponderanza. Questa impostazione ha una serie di conseguenze logiche e normative tra cui la possibilità di applicare lo stesso trattamento fiscale oggi riconosciuto alle pubblicazioni a stampa, anche a nuovi prodotti come CD ROM o altri supporti informatici purché i loro contenuti li rendano assimilabili al prodotto editoriale come sopra individuato.

INTERVENTI PER LO SVILUPPO

 Si ritiene che ci si debba orientare in maniera crescente verso interventi di carattere indiretto che, per loro stessa natura, sono meno distorsivi dell'utilizzo dei fattori della produzione e quindi più rispettosi delle condizioni di mercato. In quest'ottica, di particolare efficacia appare lo strumento del credito agevolato (seppure in una fase congiunturale - come la presente - caratterizzata dal ribasso dei tassi reali anche a medio-lungo termine) per la sua capacità di sostenere, con consistenti effetti moltiplicativi, gli investimenti nel settore. La normativa sul credito è peraltro da ripensare per orientarne con chiarezza l'enfasi sull'innovazione tecnologica e ciò sulla base di priorità che dovranno essere fissate attraverso direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri (di concerto con i Dicasteri interessati per materia) con valenza bi o triennale. I criteri di base dovranno essere quelli del passaggio dai soggetti ai progetti (estendendo questi ultimi anche agli aspetti della distribuzione e della formazione professionale) e della multimedialità sulla base della precisata definizione di prodotto editoriale. Attenzione specifica dovrà essere rivolta alle imprese di minori dimensioni. In aggiunta, dovranno essere riviste nel loro insieme le procedure di erogazione al fine di abbreviare sostanzialmente il periodo di istruttoria che, le norme e i regolamenti attuali, costringono in tempi medi molto elevati (dai 36 ai 48 mesi). Naturalmente gli stanziamenti relativi al credito agevolato all'editoria andranno adeguatamente rifinanziati in rapporto alla più ampia platea dei possibili mutuatari.

ASSETTI PROPRIETARI

 Emerge la necessità di superare il vigente obbligo dell'intestazione a persone fisiche delle azioni e/o delle quote del capitale delle imprese editoriali; tale intestazione potrebbe essere permessa anche a società di capitali, purché riconducibili, secondo precisi criteri chiaramente individuati, a persone fisiche. A questa impostazione relativa alla trasparenza degli assetti proprietari vanno affiancati ulteriori interventi concernenti le concentrazioni azionarie. Al riguardo, si ritiene che la normativa debba far riferimento alle quote dei mercati complessivamente detenute dai mezzi sotto il duplice aspetto delle copie diffuse e dei ricavi pubblicitari (indicando parametri diversi e concettualmente separati per i due criteri). SEMPLIFICAZIONE La semplificazione delle procedure istruttorie va sostenuta e rapidamente incrementata: ciò è da ottenersi soprattutto attraverso l'utilizzo di adeguati strumenti amministrativi. Sono tuttavia necessari alcuni interventi di carattere normativo, primo fra tutti l'equiparazione ai fini di legge delle iscrizioni delle imprese editoriali nei registri detenuti dai Tribunali e quelle presso l'Autorità garante. Va colta l'occasione di tale intervento sui registri per estendere la possibilità delle iscrizioni anche alle testate "on line".

PREVIDENZA

 Gli interventi contenuti nel provvedimento di legge collegato alla Legge Finanziaria 1998 hanno positivamente inciso sulle prospettive patrimoniali e di redditività dell'lNPGI; si ritiene ciononostante opportuno integrare tali interventi prevedendo la possibilità dell'iscrizione all'lNPGI stesso dei pubblicisti che svolgono lavoro giornalistico con contratto di lavoro subordinato. Per quanto attiene i poligrafici emerge la necessità di individuare attraverso un accordo formale un numero preciso di elementi da ammettere ai prepensionamenti indipendentemente da quanti possono avere maturato i requisiti previsti. In analogia a quanto già attuato per l'INPGI, deve ridursi e, al limite, eliminarsi la contribuzione all'lNPS da parte del Fondo Casella.

SOSTEGNO AL PLURALISMO

 Il sostegno diretto del pluralismo resta un compito dello Stato e ci si propone di mantenerlo, nella misura attualmente prevista, ai soggetti in possesso dei requisiti richiesti dalla vigente normativa. E' tuttavia ipotizzabile un aggiustamento del sistema dei contributi volto a tenere conto del parametro della diffusione. Per quanto attiene, invece, le testate dei movimenti politici, è stato osservato che la normativa attuale, definita da ultimo nel dicembre 1996, da un lato sta producendo nel mercato una serie di conseguenze profondamente distorsive, dall'altro sta assorbendo in maniera crescente risorse tra quelle a disposizione per i contributi a fondo perduto per il settore. E' stata pertanto avanzata l'ipotesi di risolvere il problema allocando il finanziamento previsto per le testate dei movimenti politici nell'ambito del finanziamento pubblico dei partiti.

DISTRIBUZIONE - SERVIZI POSTALI

L'estensione e riqualificazione della "distribuzione" è affidata al disegno di legge A.C. 3911 in fase di discussione parlamentare. Tale provvedimento dà un'impostazione sistematica e approfondita dell'intera questione ed è caratterizzato dalla necessità di ridefinire l'attuale rete distributiva attraverso un approccio sperimentale che tenga conto della specialità del prodotto. Per quanto attiene i servizi postali - dopo le direttive impartite all'Ente Poste dal Presidente del Consiglio anche in tema di qualità dei servizi - si prende atto della volontà dell'Ente Poste medesimo di realizzare propri interventi per la creazione di una rete dedicata ai prodotti editoriali.

SOSTEGNO ALLA LETTURA

 E' uno dei punti nodali dell'intero disegno. Vanno pensati e rapidamente attuati tutta una serie di interventi - in larga parte di natura amministrativa - in stretto coordinamento tra la Presidenza del Consiglio, il Ministero dei Beni Culturali e il Ministero della Pubblica Istruzione. Deve prioritariamente delinearsi un nuovo e più incisivo ruolo del sistema scolastico; cosi come va perseguita la riqualificazione di funzioni e strutture delle biblioteche e dei "centri pubblici di lettura"; vanno altresì allestite campagne di sensibilizzazione e di informazione istituzionale per promuovere la diffusione del libro e del giornale. In questo contesto, una misura di carattere normativo di sicura utilità è costituita - nell'ambito dell'ipotesi già allo studio della previsione di apposite detrazioni agli insegnanti per l'acquisto personale di libri - dalla possibilità di estendere tali detrazioni, sempre agli insegnanti, in relazione agli abbonamenti dagli stessi sottoscritti a quotidiani e/o periodici.

PUBBLICITA' LEGALE

 Le disposizioni vigenti, peraltro lacunose e incomplete, sono ampiamente disattese anche perché prive di specifica sanzione. Si ritiene indispensabile introdurre elementi di obbligo sanzionato almeno per la pubblicizzazione su testate ad ampia diffusione nazionale e/o locale dei bilanci degli enti locali (regioni, province, nonché comuni e ASL oltre una certa soglia di abitanti). Una disciplina analoga può essere pensata anche per i bandi di gara e per gli appalti. Va altresì assecondato lo sforzo, già iniziato dalle categorie e dalle istituzioni interessate, perché tale pubblicizzazione sia espressa in un linguaggio chiaramente comprensibile da parte dei cittadini utenti.

TESTO UNICO

Si è più volte sottolineato come il "corpus" delle norme sull'editoria risenta di una serie di interventi non sempre coordinati, anzi, spesso disomogenei tra loro. Il risultato è costituito da normative di difficile applicazione e, non di rado, fonti di confusione interpretative. Partendo da questo assunto, il Governo intende chiedere al Parlamento la delega per elaborare un Testo Unico nel quale dovranno essere riviste e coordinate tra loro - eventualmente apportando le modifiche necessarie - le disposizioni vigenti in materia di editoria, nonché quelle relative alle provvidenze alla stampa e alle radiotelevisioni locali.


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