Home arrow Attualitą, opinioni e commenti arrow Confronto a Roma sulla non ragionevole durata dei processi
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CONFRONTO A ROMA SULLA NON RAGIONEVOLE DURATA DEI PROCESSI - Ciampi: in attesa delle nuove leggi, cerchiamo di fare del nostro meglio con quello che abbiamo. Verde: ridurre il periodo feriale e aumentare almeno del 10% la produttività dei magistrati. Diliberto: il giusto processo non deve essere riservato ai ricchi.

"Anche prima di fare ricorso a nuove leggi cerchiamo, nel frattempo, di fare del nostro meglio con le leggi che abbiamo: un efficiente sistema giudiziario coincide con un interesse capitale della nazione, in quanto è proprio nella capacità di rendere giustizia che si misura primariamente il grado di civiltà di ogni moderno Stato democratico": è il messaggio del Presidente della Repubblica alla conferenza sulla ragionevole durata dei processi che si è svolta ieri a Roma per iniziativa dell'Associazione Nazionale Magistrati.

Tra i presenti, il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Verde ha proposto di ridurre la durata del periodo di sospensione feriale e i termini per proporre le impugnazioni, nonché di ottenere dai magistrati un aumento della produttività di almeno il 10%, che, a suo avviso, consentirebbe di sveltire notevolmente il funzionamento del servizio. Il ministro Diliberto ha detto che, per evitare che il giusto processo sia riservato ai ricchi, egli si impegnerà per assicurare un adeguato patrocinio ai non abbienti; egli inoltre ha annunciato la costituzione di un osservatorio, invitando tutti gli operatori della giustizia a farvi pervenire informazioni e suggerimenti; ha parlato di massicci investimenti nell'edilizia giudiziaria, dell'assunzione di oltre 3.500 impiegati e della creazione, con il nuovo contratto collettivo dei dipendenti del ministero, della figura del "collaboratore del giudice", come misura destinata ad incrementare la produttività dei magistrati. Il presidente della Camera Violante ha auspicato un maggior ricorso agli strumenti informatici.

Per il processo civile il relatore Didone ha proposto, tra l'altro, una serie di modifiche legislative che pubblichiamo nella sezione Documenti.

Per il processo penale il relatore Cusatti ha proposto, tra l'altro, semplificazioni nelle notifiche, negli avvisi e nella trattazione delle questioni preliminari nonché una limitazione per i difensori della possibilità di chiedere rinvii per legittimo impedimento professionale.

Per il processo del lavoro il relatore Mammone ha auspicato, tra l'altro, un maggiore ricorso ai meccanismi di conciliazione ed arbitrato; pubblichiamo il testo integrale della sua relazione nella sezione Documenti.

Callieri per la Confindustria e Casadio per la Cgil hanno comunicato che sono in corso trattative per la conclusioni di accordi interconfederali in materia di conciliazioni e di arbitrati. Per la Cisl D'Antoni ha rilevato che i tempi del processo del lavoro variano a seconda degli uffici giudiziari ed ha propostoun confronto con il ministero di Grazia e Giustizia sui problemi concreti del servizio giudiziario.

Gli avvocati Emilio Buccico, Vittorio Aymone e Cesare Piazza si sono pronunciati per un ampliamento degli organici dei magistrati. Aymone ha fatto presente la necessità che, nello stabilire gli organici, si tenga conto delle prevedibili assenze delle donne magistrato per maternità. Piazza ha osservato che a livello locale non sempre i capi degli uffici dimostrano capacità organizzative e perciò ha sollecitato l'approvazione del disegno di legge, già presentato, per la creazione di strutture organizzative e periferiche (provveditorati) del ministero di Grazia e Giustizia.

Tiziano Treu ha detto che non c'è da sperare in una diminuzione delle controversie di lavoro, il cui numero in Italia non è superiore a quello che si riscontra in altri Paesi industrializzati. Anche lui si è pronunciato a favore di un maggior ricorso ai meccanismi arbitrali.

Maria Saragnano, parlando degli interventi della Corte Europea dei Diritti Umani nei confronti dell'Italia, per la violazione della regola della ragionevole durata dei processi, ha ricordato:

  • che i fascicoli provvisori aperti nei confronti dell'Italia sono 6885, di cui la maggior parte riguarda la lunghezza dei procedimenti; la Corte ha emesso 43 sentenze di condanna, 37 delle quali relative a casi di ingiustificata lunghezza dei procedimenti (32 civili) e comportante il pagamento di L. 2.154.852.830 di cui L. 1.084.412.680 a carico del Ministero della Giustizia (L. 193.837.900 per casi penali e L. 890.574.780 per casi civili);
  • che il Comitato dei Ministri nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali, prorogate fino all'esaurimento delle pendenze in corso, ha adottato 361 decisioni che hanno comportato il pagamento di L. 9.864.179.450 (di cui L. 7.593.479.800 per complessive 341 decisioni a carico del Ministero della Giustizia);
  • che i casi ancora pendenti dinanzi al Comitato dei Ministri sono 1.387, di cui 1.377 concernenti la non ragionevole durata dei procedimenti;
  • che i casi già comunicati al Governo ed ancora pendenti dinanzi alla Corte sono 1.353.

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