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PERDURANTE INSENSIBILITĄ DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA PER LE DISFUNZIONI DELLA GIUSTIZIA DEL LAVORO A ROMA, DOVE 16.000 CAUSE SONO FERME IN PRIMO GRADO PER MANCANZA DI GIUDICI - Ignorato il Tribunale romano nella recente delibera di copertura delle "vacanze".

Sedicimila cause di lavoro sono ferme a Roma in primo grado, perché i giudici che se ne occupavano sono stati trasferiti o si sono assentanti per maternità ed altre ragioni. I tempi delle altre cause sono, come al solito, lentissimi e comunque nettamente superiori a quelli che si verificano in altri centri italiani. Questo non meraviglia, dal momento che, dei 45 magistrati previsti dall'organico (peraltro insufficiente), ne sono attualmente in servizio 29. Ma il Consiglio Superiore della Magistratura sembra non accorgersene, continuando a dare prova di insensibilità per le disfunzioni della giustizia del lavoro nella capitale.

Nella seduta del 13 aprile esso ha deciso la copertura di 323 "vacanze" in vari uffici, tranne che nella Sezione Lavoro del Tribunale di Roma.

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, in una recente sentenza, ha applicato, condannando lo Stato italiano per i ritardi del servizio giudiziario, l'aggravante della recidiva.

La prossima volta potrà applicare anche quella della premeditazione.


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