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DISTINZIONE FRA "PALPEGGIAMENTO" E "PACCA REPENTINA" SUL SEDERE DI UN'IMPIEGATA - Può ritenersi che una pacca non costituisca atto di libidine (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 623 del 25 gennaio 2001, Pres. Ietti, Rel. Ebner).

Il clamore suscitato dalla sentenza della Suprema Corte sul caso della "pacca isolata e repentina" applicata da un dirigente sul sedere di una sua impiegata è conferma della accresciuta sensibilità dell'opinione pubblica per il fenomeno delle molestie sessuali sul luogo di lavoro.

Pubblichiamo nella sezione Documenti il testo integrale della decisione, osservando che da essa non è dato desumere un principio o un orientamento giurisprudenziale. La Cassazione ha ritenuto che la Corte d'Appello di Venezia abbia adeguatamente motivato, in fatto, la sua decisione, escludendo che vi sia stato un "palpeggiamento" e che la "pacca" fosse un gesto di concupiscenza di natura sessuale. Non conosciamo gli atti del processo e per questo non siamo in grado di rispondere a un interrogativo che il lettore della sentenza si pone: quale fu l'intento perseguito con la pacca?


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