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LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA DELLA SUPREMA CORTE CHE HA ESCLUSO LA RESPONSABILITĄ DI SILVIO BERLUSCONI PER LE TANGENTI PAGATE DAL GRUPPO FININVEST AD ALCUNE GUARDIE DI FINANZA NON GIUSTIFICA LE ACCUSE RIVOLTE DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ALLA MAGISTRATURA MILANESE - Fu il fratello Paolo, secondo la Cassazione, a disporre i versamenti con fondi neri della Fininvest, pur non avendo ruoli operativi nelle società Videotime e Mediolanum beneficiarie della corruzione (Cassazione Sezione Sesta Penale n. 39452 del 7 novembre 2001, Pres. Fulgenzi, Rel. Cortese).

Il Presidente del Consiglio ha ritenuto di poter trarre argomento, per pesanti accuse di faziosità alla magistratura milanese, dalla sentenza di Cassazione che ha escluso la sua responsabilità per la corruzione di alcune guardie di finanza operata nell'interesse di società del gruppo Fininvest. Poiché l'informazione data dai giornali su questa vicenda è quanto meno incompleta, pubblichiamo nella sezione Documenti la motivazione della sentenza della Suprema Corte nella parte concernente la posizione di Silvio Berlusconi. Da essa è dato evincere che, mentre la Corte d'Appello di Milano ha ravvisato nelle risultanze processuali indizi gravi precisi e concordanti tali da giustificare l'affermazione di responsabilità di Silvio Berlusconi in base all'art. 192 cod. proc. pen., la Corte di Cassazione ha ritenuto che gli stessi elementi non siano idonei a sostenere un giudizio di colpevolezza. La divergenza si è verificata in particolare nella valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni di Paolo Berlusconi, che si è assunto la totale responsabilità degli atti di corruzione, pur non avendo ruoli operativi nelle società beneficiarie e pur essendo stato accertato che le erogazioni illecite furono eseguite con fondi neri del gruppo Fininvest. La Corte d'Appello di Milano ha ritenuto inaffidabili tali dichiarazioni, anche perché Paolo Berlusconi sosteneva, contrariamente al vero, che i pagamenti erano stati eseguiti con fondi della Edilnord. La Cassazione ne ha invece ravvisato la piena attendibilità. Altro argomento ritenuto rilevante dalla Suprema Corte al fine di scagionare Silvio Berlusconi è il fatto che egli abbia manovrato fondi neri per oltre 130 miliardi, laddove per le tangenti furono impiegate poche centinaia di milioni.

Poiché Silvio Berlusconi ha un ruolo istituzionale, tutti i cittadini sono abilitati a valutare l'attendibilità del quadro di non colpevolezza tracciato dalla Suprema Corte. Certamente l'inquietante motivazione della sentenza che riportiamo non è un pulpito dal quale possano essere rivolte prediche. Al di là delle considerazioni di natura processuale, il quadro ambientale che emerge da questa vicenda è comunque di raro squallore. Gli attacchi del fratello prosciolto e dei suoi accoliti ai magistrati milanesi giustificano gravi preoccupazioni per le sorti della democrazia nel nostro paese.

All'Associazione Nazionale Magistrati, che ha indetto per il 29 novembre una giornata di protesta, va la nostra solidarietà.


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