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UNA MAGISTRATURA SOTTO OGNI ASPETTO CONFORMISTA È IL MODELLO PREFIGURATO DAL DISEGNO DI LEGGE DELEGA PER LA RIFORMA DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO - Le ragioni e gli obiettivi dello sciopero indetto dall'Associazione Nazionale Magistrati: difesa dell'indipendenza e miglioramento del servizio giudiziario - Assemblea aperta il 20 giugno a Roma.

In vista dello sciopero indetto per il prossimo 20 giugno Magistratura Democratica ha diffuso un opuscolo dal titolo "I volti della giustizia - I magistrati, i loro lavori e la loro carriera di fronte alle proposte di riforma: le ragioni della protesta".

Ne pubblichiamo la parte dedicata ai prevedibili effetti della riforma dell'ordinamento giudiziario perseguita dal Governo:

"Tra gli strumenti fondamentali dell'indipendenza del giudice oltre alla libera valutazione dei fatti e la libera individuazione della norma da applicare, sta anche la libera interpretazione della norma che si intende applicare. Certo se la sua valutazione non è condivisa in appello o in cassazione, varrà la diversa scelta fatta dagli altri giudici, ma essenziale è che ciascun giudice possa prendere la sua decisione, per tener fede alla propria scienza e coscienza.

"Invece il disegno di legge delega 14.3.2002, riforma dell'ordinamento giudiziario, prefigura un modello di magistratura sotto ogni aspetto "conformista": il giudice futuro dovrà essere ben visto dalla Corte di Cassazione e dal Ministro di Giustizia.

"La Corte di Cassazione - ai cui componenti si vorrebbe anche assicurare uno speciale maggiore stipendio - viene davvero ad essere il vertice della piramide.

"Presso di essa è costituita la Scuola della magistratura, preposta all'organizzazione delle attività di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari e l'aggiornamento professionale dei magistrati, anche ai fini della progressione in carriera. Questa scuola invece che essere gestita dal CSM è destinata a essere controllata dalla stessa Corte di Cassazione e dal Ministro della Giustizia.

"In particolare è composta da giudici della Cassazione e da gente che ha il gradimento del Ministro. Facile capire come saranno "formati" i giovani e "controllati" gli anziani ai fini della carriera: dovranno imparare ad uniformarsi alla Cassazione e non urtarsi col Ministro, quindi col Governo.

"Infine per diventare membri di questa ormai davvero Suprema Corte di Cassazione occorre il parere di una "Commissione speciale per le funzioni di legittimità", i cui componenti (tre magistrati che siano già in Cassazione, due professori di università) sono nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura il quale però si deve scegliere tra più concorrenti proposti dal Ministro di Giustizia.

"Quanto alla nota e discussa questione della divisione tra giudici e pubblici ministeri, perché un P.M. vada a fare il giudice o viceversa deve risultare idoneo dopo un corso di due mesi presso la famosa Scuola della Magistratura e spostarsi in un altro distretto (cioè di regola in una regione diversa da quella dove svolge la sua attività), potendo fare ritorno solo dopo dieci anni.

"Cambiare funzioni diventa così assai difficile, e soprattutto molto penalizzante per il magistrato e per la sua vita personale, ed ancora sotto il controllo della Cassazione."

Pubblichiamo anche il documento diffuso dall'Associazione Nazionale Magistrati, che ha anche indotto, per il 20 giugno, un'assemblea aperta nell'Aula Occorsio, a Piazzale Clodio:

"L'indipendenza dei magistrati deve essere garantita. Lo dice la Costituzione. L'organo che ci governa, il Consiglio Superiore della Magistratura, deve essere forte e autorevole. Noi dobbiamo poter decidere sempre in modo autonomo da ogni potere politico o economico. La legge è uguale per tutti.

"Oggi la giustizia è lenta e inadeguata. Migliorarla vuol dire riorganizzarla e darle risorse per funzionare: questo è ciò che il Ministro della Giustizia dovrebbe fare e non ha fatto.

"Migliorarla non vuol dire condizionare l'indipendenza dei magistrati: questo è ciò che il Ministro propone con la riforma dell'ordinamento giudiziario.

"Noi vogliamo che i processi offrano tutte le garanzie alle parti e tutelino davvero i diritti dei cittadini. Vogliamo che siano rapidi.

"Noi chiediamo di poter fare il nostro lavoro con coscienza e dedizione, senza subire attacchi ingiustificati che offendono la nostra dignità e la funzione che svolgiamo.

"Oggi scioperiamo. È uno sciopero per la giustizia. Lo facciamo salvaguardando tutti i servizi essenziali e cercando di ridurre al minimo i disagi per i cittadini.

"Noi continuiamo a offrire il nostro contributo: la giustizia deve funzionare. I cittadini devono avere magistrati indipendenti e professionalmente preparati.

"Il Paese deve poter contare su una giustizia di qualità migliore."


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