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LA GIUSTIZIA DEL LAVORO GRANDE ASSENTE NEL PROGRAMMA DEI DS - Dovrebbe essere il punto di partenza per affrontare i problemi del processo civile.

I DS hanno presentato per la giustizia, il 29 gennaio, un programma generico e lacunoso che riportiamo nella sezione Documenti. Fra le assenze più vistose quella della giustizia del lavoro, che dovrebbe essere il  punto di partenza per affrontare il più vasto quadro del processo civile in Italia e contrastare la tendenza governativa alla privatizzazione del servizio giudiziario.

Una peculiarietà della giustizia del lavoro è che essa funziona con la dovuta celerità in alcune città dell'Italia centro settentrionale - Milano, Torino, Genova, Firenze ed altre - mentre si è inceppata nei grandi centri dell'Italia centro meridionale, come Roma, Napoli e Bari.

Ciò significa che per assicurare il rispetto dell'art. 111 della Costituzione non sono necessari grandi interventi riformatori né privatizzazioni del servizio giudiziario, ma in primo luogo, misure di ordinaria gestione che mettano gli uffici in grado di funzionare anche nelle città dove oggi essi sono manifestamente inadeguati per personale e strutture logistiche.

Abbiamo un ministro di Giustizia che ama parlare di produttività, ma in concreto non ne rispetta elementari dettami. Un giudice che, come avviene a Roma, non ha la sua stanza di lavoro e divide esigui spazi con i suoi colleghi, in un caos organizzativo che lascia i cittadini esterrefatti, è una risorsa male utilizzata.


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