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LA MAFIA CONTINUA AD ESERCITARE UN VIOLENTO, ARROGANTE ED ESTESO CONTROLLO SULLE ATTIVITA' ECONOMICHE, SOCIALI E POLITICHE DEL TERRITORIO - Lo strapotere della criminalità organizzata nella relazione annuale del Procuratore Generale Favara.

Della relazione annuale sull'amministrazione della giustizia svolta dal Procuratore Generale della Suprema Corte Favara in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, gli organi di stampa hanno riportato e commentato in particolare le statistiche sul funzionamento degli uffici e le considerazioni sui rapporti fra politica e amministrazione della giustizia.

Pressoché sotto silenzio sono passate pesanti affermazioni rivelatrici di una sostanziale impotenza dello Stato nei confronti della criminalità organizzata operante  in alcune regioni (Calabria, Sicilia, Campania, Puglia) ove essa ha rafforzato il controllo sul territorio. Su questa sorta di devolution, che sembra non allarmi l'opinione pubblica e la classe politica del nostro Paese, nella relazione del Procuratore generale si legge, tra l'altro, quanto segue:

"In alcuni distretti (Calabria) - anche se la visione non è così netta come in altre realtà afflitte da fenomeni endemici di criminalità organizzata - è riconfermata la presenza di una criminalità con forte radicamento nel territorio, che finisce per condizionare pesantemente il libero determinarsi dei cittadini al punto da minarne, a volte, la stessa fiducia nella democrazia e nella legalità.

"Se la pax mafiosa ha ridotto la guerra tra le cosche, anche per effetto di alcuni importanti maxi-processi conclusisi con condanne pesanti per i capi delle organizzazioni, ciò non significa che la ‘ndrangheta abbia perso il controllo del territorio. La situazione dell'ordine pubblico continua a presentare carattere di indubbia gravità per la presenza pervasiva di organizzazioni mafiose nei gangli vitali della società, che finisce anche per scoraggiare il nascere di nuove iniziative economiche in un territorio pur afflitto da elevati indici di disoccupazione.

"Il traffico degli stupefacenti e le estorsioni, insieme alla gestione diretta o indiretta di appalti pubblici, consentono di lucrare ingenti quantità di denaro da reinvestire in attività illecite, o anche lecite (edilizia, investimenti finanziari), attraverso le quali l'organizzazione è riuscita a consolidare la sua posizione in un più ampio ambito internazionale.

"Cosa Nostra palermitana, con la sua immanente presenza, mantiene ancora la capacità di imporre le strategie generali dell'organizzazione, che continua ad esercitare un violento, arrogante ed esteso controllo sulle attività economiche, sociali e politiche del territorio.

"Le indagini di polizia continuano a svelare progressivamente l'esistenza, prevalentemente nella Sicilia occidentale, di una vasta rete di fiancheggiatori nei più svariati settori della società e dell'economia, la perdurante ed estrema pericolosità dell'organizzazione mafiosa, nonché la sua straordinaria capacità di infiltrare il tessuto economico e sociale.

"Il vertice di Cosa Nostra ha iniziato ad attuare concretamente un complesso progetto di ricostruzione del suo assetto organizzativo per gestire una transizione dalla precedente fase emergenziale ad una fase di restaurazione della struttura organica dell'organizzazione, capace di restituire ad essa la sua tradizionale capacità strategica.

"Importanti conferme di questa strategia sono emerse: a) dal contenuto di alcune conversazioni acquisite agli atti processuali, dalle quali emerge l'immagine di una Cosa Nostra pienamente operativa, gestita in modo verticistico, il cui gruppo dirigente appare proteso alla ricucitura di vecchi strappi, per poter riavviare una sorta di convivenza con lo Stato, quale scelta più utile alla sopravvivenza ed al rafforzamento dell'organizzazione mafiosa ed alla sua espansione e reddittività; b) dal contenuto delle più recenti collaborazioni intraprese da chi, all'interno dell'organizzazione criminale, aveva raggiunto una posizione assai elevata ed aveva avuto, a quanto pare, anche il delicato incarico di ricostruire le strutture di Cosa Nostra.

"In altre realtà meridionali (Napoli e Bari) si segnala il consolidamento delle organizzazioni criminali dedite ai traffici ed al contrabbando di tabacco, anche mediante operazioni di transazioni "estero su estero". Grazie all'attività di intelligence condotta nel settore, è stato possibile accertare la spiccata matrice internazionale del fenomeno, ormai chiaramente verificabile tanto nei flussi di provenienza, quanto nelle direttrici di destinazione del tabacco di contrabbando, che ha fatto dell'Italia un' importante area di transito verso altri stati del Nord Europa.

"In proposito, è stata evidenziata, da un lato, la sottovalutazione del fenomeno da parte della società civile, cui sfugge che la immissione di enormi flussi di denaro sporco è in grado di destabilizzare l'economia sana, e dall'altro la bontà della scelta operata dalla legge 10 marzo 2001, n. 92, che regola la repressione del contrabbando come reato associativo così consentendo maggiori potenzialità operative all'azione di contrasto.

"Infine in altre zone del Sud (Salerno e Lecce) si assiste ad un riassetto della criminalità e viene segnalata, insieme ad una presenza di società finanziarie che appare sproporzionata rispetto al numero degli sportelli bancari ed alle esigenze della locale imprenditoria, il pericolo di infiltrazione criminale, per fini di riciclaggio, in settori economici sani quali il turismo e l'agricoltura."


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