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INSUFFICIENZA DELL'INFORMAZIONE PREVENTIVA AL SINDACATO IN CASO DI RIDUZIONE DI PERSONALE - Comporta l’invalidità dei licenziamenti (Cassazione Sezione Lavoro n. 10716 del 30 ottobre 1997).

S.R. ed altri dipendenti della S.p.A. Alcatel Cavi, licenziati per riduzione di personale nel 1993, hanno chiesto al Pretore di Nocera Inferiore di dichiarare l’illegittimità dei licenziamenti per inosservanza, da parte dell’azienda, dell’obbligo, previsto dall’art. 4 della L. n. 223/91, di dare alle rappresentanze sindacali aziendali un’adeguata informazione preventiva sulle ragioni della sua decisione. Essi hanno sostenuto che l’Alcatel, prima di eseguire la riduzione di personale, si era limitata, nella comunicazione di apertura della procedura, a indicare i nomi e le qualifiche delle persone che intendeva licenziare ed a fare riferimento a precedenti incontri sindacali, nei quali peraltro si era parlato di trasferimento dell’azienda, più che di diminuzione di personale, e della necessità di c ambiare i materiali di rivestimento dei cavi telefonici.

L’azienda si è difesa affermando che le ragioni del provvedimento erano desumibili da quanto comunicato nei precedenti incontri e ha chiesto di provare con testimoni che tali ragioni avevano formato oggetto di esame congiunto con le rappresentanze sindacali dopo la comunicazione di apertura della procedura. Il Pretore non ha ammesso la prova e ha annullato i licenziamenti in quanto ha ritenuto che l’azienda non abbia fornito al sindacato la prescritta informazione. La sua decisione è stata confermata dal locale Tribunale che ha, tra l’altro, ritenuto irrilevante la prova offerta dall’azienda, osservando che, anche se l’esame congiunto si fosse svolto, ciò non sarebbe valso a sanare il difetto iniziale di informazione.

La Suprema Corte (Sezione Lavoro 30 ottobre 1997 n. 10716, Pres. Mattone, Rel. Roselli) ha rigettato il ricorso dell’azienda, rilevando che l’art. 4 della legge n. 223/91 specifica il contenuto dell’informazione che l’azienda è tenuta a dare al sindacato prima di procedere ai licenziamenti: "motivi che determinano la situazione di eccedenza (della manodopera); motivi tecnici, organizzativi e produttivi, per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione ed evitare in tutto o in parte la dichiarazione di mobilità (ossia di eventuale trasferimento dei lavoratori); numero, collocazione aziendale e profili personali del personale eccedente; tempi di attuazione del programma di mobilità; misure programmate per fronteggiare la conseguenza sul piano sociale dell'attuazione del programma medesimo". Tanto dettagliate indicazioni - ha osservato la Corte - sono necessarie alle rappresentanze aziendali ed alle associazioni sindacali per valutare l'opportunità di chiedere, e poi per svolgere il previsto "esame congiunto" della situazione e dei possibili rimedi insieme al datore di lavoro, ai sensi del comma 5. E’ perciò evidente - ha affermato la Corte - l'esattezza della decisione impugnata, la quale ha ritenuto l'insufficienza di una comunicazione contenente solamente i nomi dei lavoratori licenziandi con le relative qualifiche nonché un semplice cenno a precedenti incontri con i sindacati, nei quali si era discusso più di trasferimento dell'azienda che di diminuzione del personale e genericamente si era fatto riferimento alla necessità di cambiare i materiali di rivestimento dei cavi telefonici. La legge impone un onere di dettagliate indicazioni, dal quale il datore non può sollevarsi adducendo la notorietà della complessiva situazione economico - sociale in cui versa l'impresa.


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