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IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE PER RELIGIONE, CONVINZIONI PERSONALI, HANDICAP, ETĄ E ORIENTAMENTO SESSUALE OPERA ANCHE NEI RAPPORTI DI LAVORO AUTONOMO - In base alla Costituzione e al diritto comunitario (Cassazione Sezione Lavoro n. 10179 del 26 maggio 2004, Pres. Senese, Rel. Vigolo).

La discriminazione illecita dei lavoratori, nella definizione datane dal decreto legislativo 9 luglio 2003 n. 216, emesso in attuazione della direttiva 2000/78/CE, si ha quando, per religione, per convinzioni personali, per handicap, per età o per orientamento sessuale, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in una situazione analoga (discriminazione cd. diretta), ovvero quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una determinata religione o ideologia di altra natura, le persone portatrici di handicap, le persone di una particolare età o di un orientamento sessuale in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone (discriminazione cd. indiretta). Il divieto di discriminazione previsto dalla legge sicuramente opera anche nei rapporti di lavoro autonomo, sulla base della Costituzione, dei principi generali dell'ordinamento e, in particolare, delle regole poste dal diritto comunitario.


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