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Pubblicato in : Lavoro, In flash Stampa E-mail

IL RICORSO PER CASSAZIONE DEVE ESSERE INTERPRETATO IN BASE ALLA SUA COMPLESSIVA FORMULAZIONE - La formale indicazione delle norme di diritto che si ritengono violate può non essere necessaria (Cassazione Sezione Lavoro n. 9568 del 9 maggio 2005, Pres. Mileo, Rel. Cuoco).

In base all'art. 366 n. 4 cod. proc. civ. il ricorso per cassazione deve recare, tra l'altro, l'indicazione delle norme di diritto sulle quali si fondano i motivi dell'impugnazione. Peraltro il ricorso per cassazione, al pari di ogni altro atto processuale, deve essere interpretato in base alla sua complessiva formulazione, al fine di desumere l'effettiva volontà espressa dalla parte. E quando, attraverso la sommaria esposizione dei fatti della causa e lo svolgimento dei motivi posti a base del ricorso, si identifichi il principio di diritto che si assume violato, il precetto dell'art. 366 n. 4 cod. proc. civ. si deve intendere rispettato. Poiché le norme di diritto costituiscono un elemento richiesto per chiarire il contenuto dei motivi, la predetta disposizione non esige la formale presenza delle norme e dei motivi come requisiti autonomi, ed è sufficiente che i motivi siano chiaramente formulati. Ciò è a dirsi a maggior ragione ove siano indicate sia le norme che i motivi: non è necessario che si precisi formalmente la connessione fra motivi e norme, in quanto è sufficiente che la connessione emerga dal contesto dell'atto.


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