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LA PROFESSIONALITA' E' UNO DEI PRINCIPALI PARAMETRI PER LA DETERMINAZIONE DEL VALORE DI UN DIPENDENTE SUL MERCATO DEL LAVORO - Anche ai fini del risarcimento del danno da demansionamento (Cassazione Sezione Lavoro n. 18717 del 23 settembre 2016, Pres. Nobile, Rel. Esposito).


 
APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE AL LAVORATORE CON CONTRATTO A TEMPO PARZIALE - Non solo in materia di retribuzione (Cassazione Sezione Lavoro n. 18709 del 23 settembre 2016, Pres. Nobile, Rel. De Gregorio).


 
IL DANNO DA DEQUALIFICAZIONE PUO' CONSISTERE ANCHE NELLA LUNGA PUBBLICA UMILIAZIONE - Obsolescenza professionale (Cassazione Sezione Lavoro n. 18717 del 23 settembre 2016, Pres. Nobile, Rel. Esposito).


 
LA CONTESTAZIONE DELL'ADDEBITO DISCIPLINARE PUO' ESSERE EFFETTUATA ANCHE MEDIANTE IL RICHIAMO AD ATTI DI UN PROCEDIMENTO PENALE - Che siano a conoscenza dell'incolpato (Cassazione Sezione Lavoro n. 18589 del 22 settembre 2016, Pres. Macioce, Rel. Napoletano).


 
TERMINE PER LA CONTESTAZIONE DELL'ADDEBITO DISCIPLINARE AL PUBBLICO IMPIEGATO - Decorre dall'arrivo della notizia dell'infrazione all'ufficio competente e al responsabile della struttura (Cassazione Sezione Lavoro n. 18517 del 21 settembre 2016, Pres. Macioce, Rel. Torrice).


 
IL GIUDICE DEVE VALUTARE L'ADEGUATEZZA DELLA COMUNICAZIONE DI AVVIO DELLA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PERSONALE - A termini della legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 18504 del 21 settembre 2016, Pres. Di Cerbo, Rel. Amendola).


 
NEL SETTORE PUBBLICO LA SEGNALAZIONE DEL CAPO STRUTTURA ALL'UFFICIO COMPETENTE PER I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI NON COSTITUISCE ANCORA AVVIO DEL PROCEDIMENTO - Distinzione (Cassazione Sezione Lavoro n. 18517 del 21 settembre 2016, Pres. Macioce, Rel. Torrice).


 
LA RINUNCIA TACITA AL LICENZIAMENTO PER SUPERAMENTO DEL COMPORTO PUO' CONFIGURARSI SOLO DOPO IL RIENTRO IN SERVIZIO - Interesse delle parti (Cassazione Sezione Lavoro n. 18411 del 20 settembre 2016, Pres. Macioce, Rel. Blasutto).


 
NEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE SOLO IL TERMINE PER LA CONCLUSIONE E' PERENTORIO - Con conseguente nullità della sanzione in caso di inosservanza (Cassazione Sezione Lavoro n. 18315 del 19 settembre 2016, Pres. Macioce, Rel. Tricomi).


 
IL DIVIETO DI LICENZIAMENTO PER CAUSA DI MATRIMONIO NON E' DEROGABILE PER RAGIONI ORGANIZZATIVE - In base all'art. 35 D.Lgs. n. 198/2006 (Cassazione Sezione Lavoro n. 18325 del 19 settembre 2016, Pres. Macioce, Rel. Blasutto).


 
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