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IN MANCANZA DI UNO SPECIFICO ACCORDO, LA PARTECIPAZIONE ALL'IMPRESA FAMILIARE NON PUÒ DESUMERSI DALLA PRESTAZIONE DI LAVORO DOMESTICO - In base all'art. 230 bis cod. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 27839 del 16 dicembre 2005, Pres. Ciciretti, Rel. Vidiri).


 
LA SOLA VIOLAZIONE DEI DOVERI CONIUGALI NON GIUSTIFICA LA PRONUNCIA DELLA SEPARAZIONE CON ADDEBITO - E' necessario accertare che essa abbia causato la crisi del matrimonio (Cassazione Sezione Prima Civile n. 23071 del 16 novembre 2005, Pres. Losavio, Rel. De Chiara).


 
LA DOMANDA DI DICHIARAZIONE DI PATERNITÀ O DI MATERNITÀ NATURALE NON DEVE ESSERE PROPOSTA NEI CONFRONTI DEGLI EREDI DEGLI EREDI DEL PRESUNTO GENITORE - In base all'art. 276 cod. civ. (Cassazione Sezioni Unite Civili n. 21287 del 3 novembre 2005, Pres. Carbone, Rel. Morelli).


 
NELLA DETERMINAZIONE DELL'ASSEGNO DI MANTENIMENTO SPETTANTE AL CONIUGE SEPARATO, IL GIUDICE DEVE TENER CONTO NON SOLO DELLE SUE CONDIZIONI ECONOMICHE, MA ANCHE DEL TENORE DI VITA PRECEDENTE - E delle potenzialità economiche dell'altro coniuge (Cassazione Sezione Prima Civile n. 19046 del 29 settembre 2005, Pres. Proto, Rel. Luccioli).


 
AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELL'ASSEGNO DI MANTENIMENTO, IL GIUDICE, SE È NECESSARIO, HA IL DOVERE DI IMPIEGARE LA POLIZIA TRIBUTARIA PER ACCERTARE IL REDDITO DEL CONIUGE CHE DEVE CORRISPONDERLO - In caso di separazione (Cassazione Sezione Prima Civile n. 10344 del 17 maggio 2005, Pres. Panebianco, Rel. San Giorgio).


 
LE SOMME RISCOSSE A TITOLO DI INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO RIENTRANO NELLA COMUNIONE LEGALE DEI CONIUGI - Perché non costituiscono pensione di invalidità (Cassazione Sezione Prima Civile n. 8758 del 27 aprile 2005, Pres. Olla, Rel. Panebianco).


 
L'INTENZIONE DI DIVORZIARE MANIFESTATA, PRIMA DELLE NOZZE, AD ALCUNI CONOSCENTI PUÒ COMPORTARE LA DICHIARAZIONE DI NULLITÀ DEL MATRIMONIO IN SEDE ECCLESIASTICA - Ma il giudice italiano deve negare l'efficacia di questa decisione se la riserva era ignorata dall'altro coniuge - (Cassazione Sezione Prima Civile n. 1821 del 28 gennaio 2005, Pres. Panebianco, Rel. Salvato).


 
IN CASO DI DIVORZIO L'ASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE NON PUÒ ESSERE DISPOSTA AL FINE DI SOPPERIRE ALLE ESIGENZE ECONOMICHE DEL CONIUGE PIÙ DEBOLE - Essa ha soltanto la finalità di tutelare l'interesse dei figli alla conservazione dell'ambiente domestico (Cassazione Sezione Prima Civile n. 408 del 12 gennaio 2005, Pres. Proto, Rel. Bonomo).


 

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