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NON È PUNIBILE IL GIORNALISTA CHE DIA NOTIZIA DI UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AVENTE PORTATA DIFFAMATORIA - Purché ne riferisca in modo asettico (Cassazione Sezione Terza Civile n. 15999 del 19 dicembre 2001, Pres. Lupo, Rel. Lucentini).


 
IL CRONISTA DEVE CONTROLLARE LA VERIDICITÀ DELLE INFORMAZIONI RICEVUTE IN VIA CONFIDENZIALE DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA - Prima di utilizzarle per un servizio giornalistico (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 41135 del 19 novembre 2001, Pres. Foscarini, Rel. Nappi).


 
ANCHE LA CRITICA SATIRICA DEVE RISPETTARE LA VERITÀ - Quando attribuisce comportamenti riprovevoli a determinati soggetti (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 36348 del 9 ottobre 2001, Pres. Marrone, Rel. Bruno).


 
IL CRONISTA HA DIRITTO DI RIFERIRE IL FATTO CHE CIRCOLI UNA DETERMINATA NOTIZIA, ANCHE SE LESIVA DELLA REPUTAZIONE ALTRUI - Egli deve però indicarne contestualmente la fonte (Cassazione Sezione Terza Civile n. 12196 del 2 ottobre 2001, Pres. Grossi, Rel. Segreto).


 
NON È DIFFAMATORIO UN ARTICOLO CHE RIPORTA CORRETTAMENTE IL CONTENUTO DI UN ESPOSTO AI CARABINIERI - Il giornalista non è tenuto a controllarne la fondatezza (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 998 del 26 settembre 2001, Pres. Marrone, Rel. Marini).


 
L'INTERESSE GENERALE ALL'INFORMAZIONE SUGLI AVVENIMENTI POLITICI COMPRIME LA TUTELA DELLA REPUTAZIONE E PUÒ LEGITTIMARE LA CRITICA DI UN FATTO ANCORA DA VERIFICARSI, MA PROBABILE - Nell'interesse della collettività (Cassazione Sezione Quinta Penale n. 31037 del 9 agosto 2001, Pres. Casini, Rel. Occhionero).


 
LA COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONI CON LO SCOPO DI SVOLGERE UN'ATTIVITÀ DIRETTA A DISTRUGGERE O DEPRIMERE IL SENTIMENTO NAZIONALE NON È PIÙ REATO - L'art. 271 del codice penale contrasta con la Costituzione (Corte Costituzionale n. 243 del 12 luglio 2001, Pres. Ruperto, Red. Santosuosso).


 
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI PUÒ ORDINARE AL DIRETTORE DI UN GIORNALE LA RETTIFICA DI INFORMAZIONI LESIVE DELL'IDENTITÀ DI UNA PERSONA - La legge sulla tutela dei dati personali non si applica solo alle banche dati, ma anche all'informazione giornalistica (Cassazione Sezione Prima Civile n. 8889 del 30 giugno 2001, Pres. Carnevale, Rel. Berruti).


 
LA PUBBLICAZIONE DI FOTOGRAFIE DEL CADAVERE DELLA VITTIMA DI UN OMICIDIO PUÒ COSTITUIRE REATO - Se le immagini sono caratterizzate da particolari impressionanti e raccapriccianti, lesivi della dignità umana (Cassazione Sezione Terza Penale n. 23356 dell'8 giugno 2001, Pres. Malinconico, Rel. Postiglione).


 
LA LESIONE DELLA REPUTAZIONE PERSONALE, TUTELATA DALLA COSTITUZIONE, COSTITUISCE UN DANNO IN SÉ, PER IL CUI RISARCIMENTO NON OCCORRE PROVA - Si applicano in materia i principi affermati dalla Corte Costituzionale per il danno biologico (Cassazione Sezione Terza Civile n. 6507 del 10 maggio 2001, Pres. Duva, Rel. Segreto).


 
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