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E' AMMISSIBILE UN'AZIONE DI ACCERTAMENTO DIRETTA ALL'ESATTA DETERMINAZIONE DEI COMPENSI SPETTANTI AL LAVORATORE - Anche se non si chiede alcuna condanna (Cassazione Sezione Lavoro n. 19295 del 22 settembre 2011, Pres. Vidiri, Rel. Zappia).


 
LA PROCEDURA PREVISTA PER I LICENZIAMENTI COLLETTIVI E' FINALIZZATA ALLA TUTELA ANCHE DELL'INTERESSE PUBBLICO - Correlato alla occupazione in generale e ai costi della mobilità (Cassazione Sezione Lavoro n. 19233 del 21 settembre 2011, Pres. Roselli, Rel. Tria).


 
IN MATERIA DI LICENZIAMENTO L'ONERE DELLA PROVA GRAVANTE SUL LAVORATORE CONCERNE SOLTANTO LA CESSAZIONE DEL RAPPORTO - La prova di eventuali dimissioni incombe all'azienda (Cassazione Sezione Lavoro n. 19236 del 21 settembre 2011, Pres. Roselli, Rel. Tria).


 
IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO PER ILLEGITTIMO COLLOCAMENTO IN CIGS SI PRESCRIVE IN DIECI ANNI - Perché deriva da inadempimento contrattuale (Cassazione Sezione Lavoro n. 19235 del 21 settembre 2011, Pres. Roselli, Rel. Tria).


 
IN CASO DI PLURALITA' DI ADDEBITI DISCIPLINARI IL GIUDICE DEVE VALUTARLI GLOBALMENTE - Per stabilire se vi sia lesione della fiducia (Cassazione Sezione Lavoro n. 19079 del 19 settembre 2011, Pres. Re Renzis, Rel. Tria).


 
L'ACCERTAMENTO DEL "MOBBING" DEVE ESSERE MOTIVATO CON RIFERIMENTO A FATTI SPECIFICI - Ai fini del risarcimento del danno (Cassazione Sezione Lavoro n. 18942 del 16 settembre 2011, Pres. Re Renzis, Rel. Stile).


 
LA COMUNICAZIONE DI APERTURA DI UNA PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PERSONALE DEVE SODDISFARE UN'OGGETTIVA ESIGENZA DI TRASPARENZA DEL PROCESSO DECISIONALE - In base alla legge n. 223 del 1991 (Cassazione Sezione Lavoro n. 18943 del 16 settembre 2011, Pres. De Renzis, Rel. Stile).


 
LA PRESCRIZIONE PUO' ESSERE INTERROTTA ANCHE FORMULANDO UN'ESPRESSA RISERVA DI FAR VALERE IL PROPRIO DIRITTO - In base all'art. 2943 cod. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 18773 del 14 settembre 2011, Pres. Lamorgese, Rel. Tricomi).


 
LA TARDIVITA' DELLA CONTESTAZIONE DISCIPLINARE E DEL LICENZIAMENTO INDUCE A RITENERE CHE IL DATORE DI LAVORO ABBIA RITENUTO NON GRAVE LA COLPA DEL LAVORATORE - A termini dell'art. 2119 cod. civ. (Cassazione Sezione Lavoro n. 18772 del 14 settembre 2011, Pres. Lamorgese, Rel. Tricomi).


 
LE DIMISSIONI RASSEGNATE SOTTO MINACCIA DI LICENZIAMENTO POSSONO ESSERE ANNULLATE PER VIOLENZA MORALE - Solo qualora venga accertata l'inesistenza del diritto del datore di lavoro di recedere dal rapporto (Cassazione Sezione Lavoro n. 18705 del 13 settembre 2011, Pres. e Rel. Stile).


 
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