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I CINQUE ANNI DEL GUARDASIGILLI MASTELLA - Un eccesso di cautela.

Dalla relazione del presidente Nicastro sull'attività giudiziaria nell'anno 2006 emerge che in Italia la durata media del processo civile è di 887 giorni davanti ai Tribunali e di 1020 giorni davanti alla Corte d'Appello; in totale, per i due gradi, sono cinque anni e mezzo. Per le cause di lavoro i tempi sono di 731 giorni in primo grado e 740 giorni in appello; in totale 4 anni e 10 giorni. Questa durata viene giustamente definita, nella relazione, inaccettabile.

Stupisce perciò che il ministro di Giustizia Clemente Mastella si sia posto come obiettivo, nelle dichiarazioni dei giorni scorsi, di portare la durata di un processo (tra primo e secondo grado) a cinque anni.

La cautela appare francamente eccessiva, anche tenendo conto del proponimento, pubblicamente espresso dal Guardasigilli, di dimettersi in caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo.

Se il Ministro volesse dare il segnale di una svolta, dovrebbe indicare come tetti massimi di durata (tra primo grado e appello) due anni per le cause di lavoro e tre anni per le altre cause civili. Si tratta di obiettivi ragionevoli, ove si tenga conto che le cause di lavoro, secondo il legislatore, dovrebbero essere decise, in primo grado e in appello, al massimo entro un anno. A conferma della concreta raggiungibilità di questi obiettivi, sta il fatto che in alcuni centri, come a Torino, le cause durano, tra primo e secondo grado, meno di due anni.


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