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TOLLERANZA ZERO E PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA

Roma, 27 maggio 2008 - Una persona che ha trascorso alcuni anni in un penitenziario degli Stati Uniti, per poi scontare il resto della pena in Italia, ha detto che oltre Atlantico l'ambiente carcerario è molto migliore del nostro. Dietro le sbarre si incontrano imprenditori, professionisti, banchieri, politici, alti funzionari, il che consente ai detenuti dibattiti di un certo livello culturale su questioni di interesse generale. In Italia invece la popolazione carceraria è costituita da povera gente, che chiede aiuto per scrivere le lettere destinate ai familiari.

Il concetto di "tolleranza zero" dovrebbe darsi per scontato in uno Stato di diritto, dove la legge è uguale per tutti. Da noi non è così. Mentre la gente che protesta per le discariche va incontro ai rigori della legge - lo Stato deve affermare la sua autorità - i responsabili del disastro rifiuti, politici, imprenditori, amministratori, etc., non hanno patito alcuna conseguenza per il loro operato. Ci sono voluti anni per mettere qualcuno sotto processo, con prospettive certo non tali da scoraggiare attuali e futuri emuli (D. d'A.)


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