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MANIFESTO DELLO SCIOPERO INDETTO DALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI PER IL 24 NOVEMBRE - La riforma è sbagliata.

L'Associazione Nazionale Magistrati ha esposto le ragioni dello sciopero indetto per il 24 novembre 2004 in un documento del seguente tenore:

"Siamo magistrati, impegnati ogni giorno in condizioni difficili nel compito di applicare la legge, dirimere le controversie tra i cittadini, accertare la responsabilità delle persone accusate di delitti.

Siamo consapevoli del fatto che la giustizia è lenta e che non sempre i bisogni e le aspettative di giustizia sono soddisfatte.

Da tempo chiediamo al Ministro della Giustizia di fornire i mezzi e le strutture necessarie a rendere il servizio adeguato alle esigenze dei cittadini e agli standard degli altri paesi dell'Unione Europea.

Le nostre richieste sono rimaste inascoltate.

Chiediamo riforme sulle procedure e sui codici. Le modifiche legislative approvate negli ultimi tempi hanno ulteriormente appesantito le procedure, rendendo ancora più lunga la durata dei processi.

In questa situazione il Parlamento si appresta ad approvare una riforma dell'ordinamento giudiziario. Da tempo abbiamo proposto una riforma del sistema dei controlli che assicuri una migliore professionalità di tutti i magistrati.

Ma questa riforma è sbagliata, inutile e, per molti aspetti, incostituzionale.

I magistrati dovranno dedicare buona parte del loro tempo a studiare per preparare i numerosi concorsi che dovrebbero scandire la loro carriera, sottraendo tempo ed energie alla attività di indagine e alla preparazione delle cause.

I magistrati saranno meno liberi, in quanto la loro carriera non dipenderà più dall'organo di autogoverno previsto dalla Costituzione, il Consiglio Superiore della Magistratura, ma, in molti aspetti, dal Ministro e dai vertici della gerarchia interna.

La separazione di fatto delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri e la rigida gerarchizzazione degli uffici di Procura rappresentano un rischio serio per le garanzie dei cittadini e per l'eguaglianza di tutti davanti alla legge e pongono le premesse per la collocazione del pubblico ministero nell'orbita del potere politico.

Con questa riforma i cittadini non avranno una giustizia più celere e più efficiente, ma solo magistrati meno liberi e indipendenti."

Le preoccupazioni espresse dall'Associazione Nazionale Magistrati sono pienamente giustificate.

Il Disegno di Legge approvato dal Senato il 10 novembre 2004 ha evidentemente lo scopo di irregimentare la magistratura.

Ne pubblichiamo il testo nella sezione Documenti.


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