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I PRECEDENTI GIUDIZIARI DI SILVIO BERLUSCONI NON GLI CONSENTONO DI RIVOLGERE ALLA MAGISTRATURA ACCUSE DI PRECONCETTA OSTILITA' - Le decisioni sinora emesse nei suoi confronti sono tutt'altro che persecutorie.

E' passato poco più di un anno da quando la Cassazione ha escluso la responsabilità di Silvio Berlusconi per la corruzione di alcune Guardie di Finanza operata nell'interesse di società del Gruppo Fininvest.  La Corte ritenne attendibili le dichiarazioni di Paolo Berlusconi, che si era assunto la totale responsabilità degli atti di corruzione, pur non avendo egli ruoli operativi nelle società interessate e pur essendo stato accertato che le erogazioni illecite erano state eseguite con fondi della Fininvest, laddove il fratello del Presidente del Consiglio aveva affermato di avere utilizzato mezzi della Edilnord, da lui amministrata. Al fine di scagionare Silvio Berlusconi la Cassazione ritenne rilevante anche la circostanza che egli, all'epoca dei fatti, movimentasse fondi neri per oltre 130 miliardi e pertanto potesse non essersi accorto dell'erogazione di poche centinaia di milioni a favore dei militi corrotti.

Questa sentenza fu salutata da Silvio Berlusconi come vindice del suo onore. Altra decisione di cui egli ha beneficiato è la sentenza della Corte d'Appello di Milano che gli ha concesso le attenuanti generiche ai fini dell'applicazione della prescrizione nel processo per corruzione relativo al lodo Mondadori. La motivazione di questa decisione era a dir poco preoccupante: i giudici milanesi hanno infatti ritenuto che la responsabilità dell'imputato fosse attenuata dalla notoria esistenza, nell'ambiente giudiziario romano di un ampio sistema di corruttele e mercimonio. La Suprema Corte ha corretto questa motivazione, affermando invece che le attenuanti andavano riconosciute a Berlusconi per la buona condotta da lui successivamente tenuta. Altro che accanimento persecutorio.


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