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AUTONOMA RISARCIBILITA' DEL DANNO MORALE, DISTINTO DA QUELLO BIOLOGICO - Per la gravità del fatto (Cassazione Sezione Lavoro n. 9913 del 13 maggio 2016 Pres. Bronzini, Rel. Boghetich).

Va confermata la più recente giurisprudenza (Cass. n. 11851/2015) che ponendosi in sostanziale contrario avviso rispetto a Cass. S.U. n. 26972/2008, ammette un'autonoma risarcibilità del danno morale - ove ricollegabile alla violazione di un interesse costituzionale tutelato - distinto da quello biologico (se pur con esclusione riguardo alle lesioni di non breve entità). Non è censurabile la decisione della Corte territoriale che abbia liquidato, per un infortunio sul lavoro oltre al danno biologico connesso alla percentuale di inabilità permanente riportata, altresì il danno morale come riparazione delle sofferenze psichiche riguardate nella loro perdurante protrazione nel tempo. La sentenza ha, invero, dato atto della gravità del fatto (fratture in più punti che hanno determinato una invalidità permanente pari al 38%) e della "lunga durata della inabilità temporanea assoluta e permanente" nonché "degli interventi chirurgici ai quali l'infortunato è stato sottoposto", dimostrando, pertanto, di riconoscere una componente di danno non patrimoniale correlata alle sofferenze psichiche subite durante il ricovero, con prognosi riservata, a seguito dell'infortunio e protratte durante i numerosi ricoveri e visite di controllo.


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